mercoledì 29 agosto 2007

Perché imparare le lingue in Svizzera



Avendo come prospettiva la promozione del plurilinguismo, l'Anno Europeo delle Lingue (AEL) intende attuare alcune specifiche iniziative in Svizzera..
In primo luogo, l'AEL intende svolgere una campagna informativa a livello europeo tra gli oltre quaranta Paesi aderenti all'iniziativa interessando scuole, istituzioni, associazioni culturali, fondazioni, docenti di ogni tipo di scuola. Ad essi è indirizzato lo svariato materiale pubblicato (stampa scritta e audiovisiva) e le iniziative di sostegno, come pure i progetti finanziati dalle due istituzioni europee (Strasburgo e Bruxelles). Saranno organizzate anche mostre e conferenze a livello nazionale e regionale, con la partecipazione di scuole e docenti.
Dopo l'apertura delle attività, avvenuta in febbraio a Lund, in Svezia, nel mese di aprile è stata pubblicata una breve guida con consigli per coloro che intendono apprendere una lingua. Dal 5 all'11 maggio, in ogni Paese, verrà poi organizzata una settimana europea degli adulti che imparano le lingue ed altre attività promozionali, che culmineranno il 26 settembre con la giornata europea delle lingue.
In Svizzera l'Anno Europeo delle Lingue è stato assunto dall'EDK - la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica istruzione - che ha messo in atto alcune iniziative proprio in occasione del lancio ufficiale del Portfolio europeo delle lingue, lo scorso primo marzo 2001.
Il Consigliere di Stato del Cantone di San Gallo e presidente dell'EDK, Hans-Ulrich Stöckling, in tale occasione ha affermato che oltre al Portfolio l'EDK intende svolgere un'azione di sostegno al prossimo convegno dell'Associazione internazionale degli insegnanti di tedesco (IDT), "Mehr Sprache - mehrsprachig mit Deutsch", che si terrà in estate a Lucerna.
L'azione dell'EDK nel corso del 2001 si concentrerà anche sulle raccomandazioni ai cantoni per il coordinamento dell'insegnamento linguistico. Queste raccomandazioni, ha sostenuto Stöckling, porteranno ad una profonda riforma di tutto l'insegnamento linguistico nelle scuole svizzere. Si tratta di una grande sfida dei prossimi anni e l'EDK mira ad ottenere dall'AEL effetti significativi e duraturi in tutta la Svizzera.
Il consigliere federale signora Ruth Dreifuss, nel riconoscere che da tempo in Svizzera quattro regioni linguistiche hanno potuto svilupparsi in una convivenza pacifica, sostiene che per le lingue ci si debba porre la questione su come si debba e si possa intervenire nel loro sviluppo, "per impedire che lingue e dialetti di minoranze regionali vengano soppiantate dalle lingue globalizzanti delle maggioranze. Con la nuova legge sulle lingue, attualmente in fase di elaborazione, è pertanto fondamentale farsi carico della tutela e della promozione del pluralismo linguistico della nostra nazione, senza tuttavia limitare gli slanci di apertura e tolleranza".
In Svizzera la famosa ed unica rivista plurilingue "Babylonia "ha dedicato un apposito numero all'AEL al fine di contribuire all'informazione e attirare l'attenzione sulle idee e gli obiettivi dell'Anno europeo delle lingue.
Sempre Babylonia - e il suo infaticabile sostenitore Gianni Ghisla - forniscono una presentazione, non completa ma esauriente, dei progetti svizzeri lanciati per l'AEL indicandone i contenuti e i partecipanti.
In essi emerge la molteplicità della tematica linguistica, collegata anche con la valutazione della qualità del servizio scolastico. Peccato che finora non sia stato presentato nessun progetto in, o per la, lingua italiana.

Portfolio europeo delle lingue
L'azione della Conferenza svizzera dei direttori della pubblica istruzione (EDK) e l'inserimento della versione elvetica del Portfolio europeo delle lingue (PEL) si sviluppa nei 26 Cantoni con la collaborazione degli uffici scolastici regionali e comunali, insieme anche ad altre istituzioni educative, come, per esempio, l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT).
Le attività connesse con l'inserimento (l'implementazione) del PEL interessano ogni scuola svizzera ed istituzione scolastica che erogano insegnamenti linguistici. In esse dovrà essere designato un docente responsabile per la sperimentazione ed il coordinamento pedagogico-didattico delle iniziative
Anche per l'insegnamento della lingua e cultura italiana è possibile fare qualche progetto. In tal senso, i docenti dei corsi a livello elementare hanno affrontato in una riunione l'iniziativa dell'AEL e del PEL, per comprendere le innovazioni proposte che coinvolgono in modo dinamico la professionalità degli insegnanti e la qualità del servizio scolastico.
Da parte sua, l'EDK raccomanda ai responsabili scolastici ed alle istituzioni
- di prendere le misure necessarie per permettere un largo utilizzo del PEL a tutti i livelli e in tutti i settori educativi e professionali
- di tener conto del "Cadre européen commun de référence pour les langues" che richiama un'adeguata attenzione su obiettivi, curricoli, certificazioni e diplomi di insegnamento
- di coordinare i docenti ad integrare il PEL nel loro insegnamento
- di designare in ogni cantone un responsabile dell'inserimento del PEL a livello regionale.
In pratica, il PEL è un fondamentale documento personale dello studente e si basa su un semplice presupposto pedagogico: nella scuola di oggi e nelle molteplici attività svolte da agenzie formative nel settore linguistico non può svolgersi una valutazione efficace se questa è staccata dal momento dell'autovalutazione delle competenze e delle abilità sviluppate in ogni processo formativo.
Con il PEL e con i progetti indicati nel prospetto, emerge per la prima volta la necessità di rivolgersi direttamente all'alunno perché osservi e prenda consapevolezza delle proprie capacità: non solo in relazione a quelle degli altri compagni di classe (come spesso avviene), ma anche in relazione a se stesso, alle proprie risorse ed ai propri limiti.
In questo caso con una sua propria motivazione, l'alunno può porsi degli obiettivi da raggiungere sul percorso linguistico e costruire quell'indispensabile autostima che sta alla base dell'esistenza in generale e del successo scolastico in particolare.
Il Porfolio europeo delle lingue è dunque uno strumento di comunicazione e nello stesso momento uno strumento che accompagna lo studente nel suo processo di apprendimento della lingua: italiana, tedesca, francese, inglese. Ogni apprendimento linguistico è perciò recepito nel PEL che, da una parte informa in modo chiaro sulle conoscenze linguistiche acquisite comprese le esperienze interculturali, dall'altra documenta la motivazione allo studio delle lingue.
Un altro nuovo ed importante aspetto dell'uso del PEL è costituito dal fatto ch'esso, a seguito dei protocolli firmati tra i Paesi europei aderenti, costituisce un orientamento sul sistema di referenza nell'ambito dell'apprendimento linguistico elaborato dal Consiglio d'Europa e conosciuto con il nome di "Common European Framework of Reference" o "Cadre européen commun de référence" o "Quadro europeo comune di riferimento", in cui vengono precisati i descrittori.
Si tratta quindi di un sistema di base comune europeo per descrivere le competenze linguistiche di alunni e studenti, competenze poste su sei livelli (da A1 a C2) e riferibili a tutti quelli che si impegnano nel processo di apprendimento, cioè studenti, genitori, insegnanti, scuole, enti. Tutto ciò in base alle tre parti di cui si compone il PEL: il passaporto linguistico, la biografia linguistica, il dossier. (viga)

Punti di contatto
COMMISSIONE EUROPEA - Uficio per Politica delle lingue
Rue de la Loi, 200 - B- 1049 Bruxelles e-mail: info-2001@cec.eu.it
CONSIGLIO D'EUROPA - Direzione per apprendimento scolastico - F 67075 Strasbourg
e-mail: decs-lang@coe.int